prospettive per un nuovo centro storico

Con questo post mi piacerebbe riuscire ad inquadrare in prospettiva lo sviluppo del centro storico di Castel Bolognese nelle sue diverse sfaccettature. Considerando quindi sia le caratteristiche fisiche sia le peculiarità del commercio e dell’associazionismo che sono le parti fondanti e fondamentali del nostro centro storico.

Per inquadrare al meglio la situazione facciamo un breve excursus storico. Da quando quindi, nel lontano 1992 l’amministrazione Dardi decise di ridisegnare il centro storico, introducendo gli attuali sensi unici e chiudendo al traffico Piazza Bernardi con la conseguente abolizione del semaforo sito sulla Via Emilia davanti alla Piazza e la naturale introduzione dei due semafori attuali.

Dal 1992 si arriva poi al 1996 quando, sempre sotto l’amministrazione Dardi, il consiglio comunale approva all’unanimità le linee guida proposte dall’Architetto Diversi relative ad una riqualificazione della Piazza Bernardi e complessivamente del centro storico.

Dal 1996 per diverse cause, tra cui le ristrettezze finanziarie a cui erano sottoposti i Comuni, e la non individuazione nella riqualificazione del centro storico come una priorità, si è fermato tutto. Almeno fino al 2008/2009 quando l’amministrazione Morini indisse una gara ad evidenza pubblica per la progettazione di Piazza Bernardi. Gara che vide vincere lo Studio Lelli e Cristoferi di Faenza. Dal 2009 non sono quindi ancora stati assegnati i lavori allo studio perché i vincoli di bilancio negli ultimi 4 anni sono stati molto stringenti.

Arriviamo quindi ad oggi, o meglio a ieri, nel bilancio 2012 è stata infatti messa a bilancio la somma di 30.000 euro che servirà per dare l’incarico allo studio per la progettazione della Piazza. Sul come cerco oggi di fare capire il mio punto di vista.

 

Innanzi tutto ho intitolato questo post come “prospettive per un nuovo centro storico” e non solo quindi per Piazza Bernardi perché credo che sia fondamentale ragionare in un ottica complessiva e comprendere quindi anche nella valutazione complessiva sia i Portici che i parchi adiacenti, sia le Mura che le Chiese, sia l’Ospedale che il Museo all’aperto, passando infine per la Via Emilia. E questo perché credo che uno degli errori che è stato commesso in passato, per esempio sulla riqualificazione dei portici ma non solo, sia stato quello di ragionare in maniera settaria e non considerando quindi il contesto in cui si agiva.

Un altro contesto che dobbiamo tenere presente quando andiamo a pensare di progettare la Piazza Bernardi (e quindi tutto il centro storico) è quello delle attività che sulla Piazza del nostro paese vengono svolte.

Ma procediamo con ordine, che centro storico vogliamo? Credo che il nostro futuro centro storico debba essere un centro aperto, punto di ritrovo di tutta la comunità, un centro storico vivo e vivibile, moderno e tecnologico con l’accesso wi-fi e ben illuminato. Quindi un centro storico sicuro perché presidiato prima di tutto dai cittadini stessi che ritornano a vivere e presidiare gli spazi pubblici.

Per arrivare a soddisfare queste che credo siano le caratteristiche fondamentali per il nostro nuovo centro occorrono azioni decise ed investimenti di capitale monetario ma soprattutto di capitale umano.

Partiamo da una riqualificazione fisica di Piazza Bernardi. Questa riqualificazione dovrà necessariamente tener conto che il primo stralcio, quello relativo al rifacimento del Chiostro comunale, è stato completato e ha diverse caratteristiche, che vanno dal tipo di pavimentazione al tipo di illuminazione, quindi la nuova piazza Bernardi (ancora asfaltata dalla chiusura del 1992) dovrà essere il naturale proseguo di quest’opera, a partire dall’abolizione dei dislivelli presenti nella piazza per integrarsi completamente nel contesto. Si dovrà poi tener conto della funzionalità della Piazza, considerare che per due giorni a settimana c’è il mercato, che soprattutto nei periodi estivi le sagre e le feste la riempiono quasi totalmente e che questa si affaccia sulla via Emilia con il Don Minzoni del Biancini che quindi dovrà, in un ottica di accoglienza, esser maggiormente valorizzata, considerando che in quel luogo c’è la fermata delle corriere utilizzata soprattutto dai nostri ragazzi che quotidianamente si recano alle scuole faentine.

Un secondo importante problema, meno attraente ma egualmente importante riguarda lo stato dei sottoservizi che in ottica di rifacimento dovranno essere, anche con uno stralcio funzionale, adeguati e messi in sicurezza.

 

Contestualmente al rifacimento fisico del centro del nostro paese si dovranno anche studiare forme sul come far vivere realmente il nostro centro storico. Qui la partita si divide secondo me in due tranche. La prima riguarda il commercio, studiando quindi un piano comunale che parta da quel manifesto appeso in Piazza “Per le tue spese scegli il tuo paese” e cercando di capire come coinvolgere tutti gli attori del commercio locale al fine di incentivare la gente a “Far la spesa a Castello” e al fine di stimolare nuove aperture cercando di dare tempi certi e riducendo al minimo i cosiddetti tempi della burocrazia. Come incentivi fiscali credo purtroppo che il comune possa fare ben poco visto che quasi la totalità delle imposte pagate dalle imprese e attività commerciali viene imposta dal Governo centrale o dalla Regione.

 

Il secondo punto che secondo me è interessante analizzare riguarda le iniziative che il Comune può organizzare per “portar gente” in centro. Al netto di tutte le manifestazioni che oggi ci sono, a partire dalla Pentecoste, per arrivare alle sagre dell’Avis alla Festa dello Sport, ai weekend della Fiorentina o della Nutella, o ancora ai mercatini estivi ed altri ancora, si potrebbe pensare ad una forma di incentivazione alla cittadinanza attiva. Infatti, attraverso uno spazio pubblico più gradevole e con un piano di iniziative socio-culturali a cui destinare una parte dei fondi della cultura, si potrebbero incentivare associazioni per l’organizzazione di eventi, cosa che potrebbe instaurare un circolo virtuoso che potrebbe portare all’apertura di nuove attività commerciali.

Visti questi tre punti che reputo fondamentali e indivisibili, ovvero riqualificazione fisica di Piazza Bernardi, piano del commercio e piano di inziative, reputo ancor più fondamentale che ci sia una fase preventiva in cui ci sia una discussione con la cittadinanza al fine di cogliere le migliori idee che potranno migliorare il nostro centro storico che, non ho scritto in premessa ma è il pilastro su cui si basa questa riflessione, ovvero che la Piazza Bernardi dovrà rimanere ad uso pedonale per essere finalmente centro di un Paese che vogliamo rinnovare, aprire e rendere più bello.

Un pensiero su “prospettive per un nuovo centro storico

  1. Ciao Luca, ma il punto di vista dei commercianti è stato preso in considerazione? oppure vengono fatte proposte in base solo al punto di vista di chi amministra, perché per quanto so (io sono un commerciante) le nostre necessità e priorità ( in maggioranza) mi sembrano diverse(a partire dal parcheggio in piazza)….. Credo che un confronto diretto con i commercianti sia dovuto. Ciao Mauro

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