un piccolo pensiero e un grande ringraziamento

Caro Presidente Violante,

in questi giorni così travagliati mi sento di scriverLe, a distanza di quasi 3 anni, da quando nell’ottobre 2010 partecipai ad una delle mie prime scuole di formazione da lei organizzata ad Aosta.

Quelli erano i giorni dello strappo di Fini dal centrodestra, giorni nei quali si diceva che a breve sarebbe finita la Seconda Repubblica e che sarebbe nata una nuova era fatta di quelle riforme condivise e impopolari che servono al paese. Sappiamo poi com’è andata a finire e oggi ci ritroviamo nella stessa situazione di incertezza e con la stessa speranza che a breve ci si dia una linea politica chiara e si possano condividere le riforme più importanti per il Paese.

Credo tuttavia che questo Paese si sia illuso anche troppo, di fronte a troppe promesse non mantenute e a troppe riforme iniziate e mai finite. E credo quindi che oggi chi ci ha governato fino a questo momento e non parlo solo dei politici ma anche dei sindacati , degli imprenditori e di tutta la classe dirigente di questo paese fino ad arrivare ai giornalisti, usi  l’onestà intellettuale per ammettere che a causa dell’egoismo di parte non si sono riuscite a compiere, al netto di qualche caso, scelte sagge  e lungimiranti. Una classe dirigente adulta riesce a dialogare e a capire le ragioni dell’altro solo se è innamorata del proprio Paese. Perché è quando siamo innamorati di una donna o di un uomo che riusciamo a capirlo, assecondarlo ed eventualmente dirgli quei no positivi ed adulti che fanno crescere tanto i singoli quanto la coppia. Perché è l’orgoglio che ci vieta molte volte di fare quei passi indietro che permetterebbero alla coppia o al Paese di fare dei passi avanti. Una classe dirigente matura capirebbe che seppur con molto consenso non rappresenterà mai tutti gli italiani, ma per tutti gli italiani dovrà governare e quindi dovrà inevitabilmente capire le ragioni di chi ha perso, perché colui che ha perso rappresenta una parte anche minoritaria numericamente, ma comunque sia rappresenta una porzione di società che merita pari rispetto e pari dignità.

È per questo che le scrivo, perché grazie alle scuole di formazione che ho avuto la possibilità di fare in questi anni ho imparato ad ascoltare le ragioni dell’altro, di chi non la pensa come me, ragazzi e ragazze con i quali condivido gli stessi sogni e gli stessi obiettivi ma dai quali mi differisce a volte il modo di arrivarci a raggiungerli.  Ragazzi e ragazze che è forse in virtù di questa similitudine e di questi sogni comuni che riescono a capire meglio le ragioni che ci portano a supportare determinate scelte.

Quindi auspico che con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale va un mio sentito ringraziamento per aver rappresentato in questi anni la personalità Adulta di cui l’Italia aveva bisogno, Lei saprà trovare le forme ed i modi per intensificare ed ampliare i momenti di formazione per tutte le giovani classi dirigenti che stanno crescendo, secondo i principi legalitari e democratici di cui il nostro Paese ha incredibile bisogno.

Perché, quando penso a questo Paese sfiduciato, incattivito e arroccato su posizioni orgogliose, penso anche che se il futuro sarà della classe dirigente che sta crescendo secondo quelle linee che nelle Sue scuole di formazione si creano, allora sarà un paese conciliante e che saprà, unito, trovare la via per una pacifica democrazia.

Quindi grazie, davvero, di tutto.

Luca Della Godenza

-Il Presidente Violante è presidente di ItaliaDecide, associazione per la qualità delle politiche pubbliche, che negli anni ha organizzato diversi momenti di formazione-http://www.italiadecide.it/

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