Tra quello che è stato e quello che sarà

Dopo qualche giorno di astinenza forzata da Facebook, decisa per tornare a respirare, pensare lungo e tornare a dettarmi il ritmo della giornata ( si, sta cosa dei social c’è un pelo sfuggita di mano), torno nell’agone dei social con una riflessione di metà, quasi, anno. E metà, quasi, mandato.

Sulla politica, sulla vita da 26enni (27 coming soon) e sul fare le cose.

Sarà perché in questa fase dell’anno, di tutti i buoni propositi fatti a Gennaio ne rimangono soltanto alcuni (anche quest’anno il pianoforte lo impariamo a suonare il prossimo ), sarà perché dopo mesi passati a progettare il nuovo centro storico del nostro bel paesino ora finalmente sono iniziati i lavori (non senza qualche imprevisto, di cui ci occuperemo in un post dedicato), sarà che attorno a tutte le cose che stiamo pensando a Castello ce n’è una che nascerà a breve, che si chiama Castello Smart City (ok, potremo e dovremo trovare un altro nome) che stiamo facendo insieme all’Università di Ferrara, alla Regione e all’Osservatorio Smart city che immaginerà concretamente come l’utilizzo delle nuove tecnologie possa essere al servizio della nostra comunità, nel futuro. Sarà che dopo due anni di mandato ti chiedi se di tutte le belle idee che ti vengono in mente ne riesci a concretizzare almeno qualcuna. Saranno la Brexit, gli attentati, l’Europa, i populismi e la politica. Insomma sarà tutta una serie di pensieri che ti vengono in mente, fatto sta che che siamo nel mezzo tra quello che è stato e quello che sarà. Tra un passato che è tangibile ma che sta sparendo, travolto da tutti i cambiamenti che ci sono in sto periodo (dalle migrazioni alla finanza, dalle nuove tecnologie ai nuovi equilibri geopolitici) e un futuro non definito, che non si è ancora capito chi lo scriva, quel futuro lì.

Sappiamo del potenziale del nuovo mondo ma abbiamo paura ad interpretarlo e cercare di esserne i registi, forse perché l’ombra di quel passato così rassicurante e comodo ci blocca. Anche se oggi di rassicurante e comodo c’è rimasto ben poco. Ma mancando lo shock con cui perdi tutto, ti adatti e ti abitui alla finta tranquillità rassicurante, non capendo che è il passo prima di una mediocrità piena di scuse. Stiamo guardando il dito su Instagram, invece che la luna dal vivo.

Insomma, tante cose tutte diverse ma tutte insieme. Unite nel paradigma che questa età, quella di chi non ha ancora abbastanza soldi per comprarsi casa ma che ne ha a sufficienza per un affitto, ci mette nel mezzo. Tra la tranquillità e la spensieratezza del periodo studio/feste e la maturità periodo lavoro/casa. Un periodo in cui decidere come diventare ufficialmente grandi. Cambiamenti irreversibili che possiamo subire da narcotizzati da social, dentro il perenne potrei ma non ho voglia, o interpretare con un più forte potrei e faccio. Perché quando la storia ci chiederà conto di dove fossimo quando accadevano tutte queste cose (Brexit, fenomeni migratori, terrorismo….) mi dispiacerebbe dirle, alla storia, che me ne stavo su Facebook a scorrere come un automa il diario.

Per questo per i prossimi 10 giorni usciranno 10 articoli sulle 10 cose più importanti che stiamo affrontando sia a Castello sia in giro per l’Italia per cercare di stimolare riflessioni sui temi che stiamo affrontando e che ci proietteranno nel futuro.

Cercando di esserne i registi.

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